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David Berti - Gaetano Insabato

David Berti - Gaetano Insabato

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2016 | Romanzi | Casa Editrice Innocenti Editore

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INNOCENTI EDITORE

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LA TRAMA

Renzo giornalista alla continua ricerca della verità che si cela dietro i più inquietanti e drammatici eventi che caratterizzano i nostri giorni.
Mary medico spesso impegnato in missioni umanitarie che la vedono in viaggio in paesi a rischio, dove la barbarie sembra aver preso il posto della civiltà.
Entrambi sulla soglia dei 40 anni e delusi da relazioni fallimentari, li accomuna l’amore per il loro lavoro che li porta a sacrificare una vita sicuramente più tranquilla.
Due vite parallele destinate a non incontrarsi, se un Blackout, apparentemente casuale, non le portasse letteralmente a scontrarsi, all’aeroporto di Fiumicino, prima dell’imbarco di Renzo per New York e di Mary per la Siria.
Un viaggio che da Firenze, dove entrambi vivono, passando per la splendida terra di Maremma, li condurrà in luoghi affascinanti e misteriosi, come la meravigliosa Istanbul.
Un enigmatico diario dalla pagine bianche, con intarsiato nella copertina in pelle un arcano simbolo, pervenuto a Mary per mezzo di un anziano pescatore, e una penna in oro massiccio, con incisi dei geroglifici, giunta a Renzo dopo l’incontro con una cartomante, sembrano legare ancora di più il destino dei due protagonisti.
Sullo sfondo la bellissima isola d 'Elba e la leggenda dell'innamorata di Capoliveri, che per mezzo di un trascendente filo che congiunge insieme passato e futuro, sembra risolversi nella storia presente dei nostri personaggi.
Cosa spinge realmente Renzo ad andare a New York e quale verità sta cercando, nascosta dietro i più sanguinosi conflitti che affliggono il nostro pianeta?

 
LA GENESI

Un sincero benvenuto a tutti gli amici che visiteranno la nostra pagina.
Il progetto "BLACK OUT" nasce nell'Aprile 2014, quando dopo un lungo periodo di lontananza, dovuto a vari eventi personali, io, al secolo David Berti, e Gaetano Insabato ci ritrovammo, un venerdì sera, a bere una birra, seduti a un tavolo di un pub.
Mi parlò di un breve racconto che aveva cominciato a scrivere alcuni anni addietro, ma che, non riuscendo a strutturarlo in un lavoro organico e completo, aveva abbandonato. Mi propose di leggerlo e, qualora la storia mi fosse piaciuta, di completare e arricchire il lavoro, cercando, in particolare, di armonizzare le sue parti.
In verità, le sue parole intendevano:
"David, aiutami a farne un romanzo!"
Ciò lo compresi solo in seguito.
Momentaneamente, l'idea catturò la mia attenzione, se non altro per avere, in futuro, più opportunità di fare qualche uscita insieme. Finita la birra, mi consegnò la chiavette USB, dove era racchiuso il file, su cui saremmo stati destinati a lavorare per i successivi due anni e mezzo.

 

IL TITOLO

A suggerire il titolo del libro, è stata la cara amica Valeria Picchiotti, in passato assistente di un noto artista, che collabora con una delle più popolari reti televisive italiane. Probabilmente, quando propose “BLACK OUT”, fu spinta dall’esigenza di trovare una parola breve, di impatto, il cui significato diffusamente conosciuto (in questo caso, anche a livello internazionale, essendo di origine anglofona) lasciasse spazio a diverse interpretazioni. Quando quella sera, Valeria uscì dicendo: “Potreste intitolare il libro BLACK OUT!”, rimasi, inizialmente, meditabondo. Suonava bene. Mi piaceva. Successivamente, riflettendo con Gaetano sul termine, comprendemmo che si legava molto bene a una delle tematiche sviluppate nel libro.Prima di tutto, un black out all’aeroporto di Fiumicino porta i due protagonisti a incontrarsi. Inoltre, esso rappresenta, in generale, qualcosa di imprevisto, che nessuno si aspetta, un evento che altera il normale funzionamento di un sistema. Quando tutto sembra avere un suo corso prestabilito e inalterabile, ecco il break! Ogni cosa rimane in sospeso. Un frammento di eternità, dove tutto può succedere e in cui il mazzo dei tarocchi può essere mescolato.

 

LA COPERTINA

Alessandro Antonelli è un caro amico. Lavora presso una multinazionale, con sede a Firenze. Si occupa di marketing, ma nutre una grande passione per la fotografia. Il suo talento è riconosciuto da molti. Un giorno, trovandosi in Maremma per far visita ai genitori, dopo esserci sentiti al telefono, decidemmo di fare una passeggiata sul lungomare di Castiglione della Pescaia. In tale occasione, gli parlai riguardo al progetto del libro, che stavamo portando avanti con Gaetano.
Ne rimase estremamente entusiasta, tanto da proporsi di fare uno scatto per la futura copertina. Accolsi la sua disponibilità con grande gioia.
In cuor mio, sapevo già dove sarebbe stata fatta quella foto. A Piombino, in Piazza Bovio. Da quel luogo si può godere di una delle più suggestive viste dell’isola d’Elba e, in generale, dell’arcipelago toscano. Si tratta, infatti, di una terrazza artificiale, posta su una scogliera, che protesa sul mare, ne viene abbracciata su tre lati. Da lì si domina il canale dell’antica cittadina, governata durante il XV secolo dalla nobile famiglia Appiani, a favore della quale anche il grande Leonardo mise a disposizione il suo genio, per le opere di fortificazione.
Il giorno che trascorremmo a Piombino, alla ricerca della foto ideale, fu semplicemente meraviglioso e armonico, concluso con un aperitivo immerso in un tramonto dai colori pastello.
Quando, dopo un paio di settimane, con Gaetano esaminammo gli scatti, non ci furono dubbi. La foto per la copertina sarebbe stata quella in cui l’Elba sorge dal mare, dietro un piccolo parapetto fatto a colonnine. La scelta ricadde su quella, non solo per i colori e la luce, ma per il potente messaggio allegorico che evoca quell’immagine. La libertà e la bellezza divise dall’osservatore da una confine, una barriera. Essa stessa parte dell’estetica della visione, ma che se valicata può portare alla piena magnificenza, alla fusione con l’infinito. Il senso della vita si può, forse, racchiudere nel coraggio di proiettarsi oltre quel limite e librarsi nell’aria, come i funambolici gabbiani che disegnano, in quel luogo, ardite traiettorie.

 

La scelta di inserire degli scatti dentro il libro

Una sera, passeggiando con Alessandro Antonelli e dichiarandogli la nostra soddisfazione per la foto della copertina, gli descrivemmo più dettagliatamente la trama del romanzo. Ci disse che, anche lui, come Renzo, uno dei protagonisti della storia, aveva fatto una esperienza alla redazione della RAI di New York e che là aveva scattato delle belle foto. Fummo molto curiosi di vederle. Quando furono davanti ai nostri occhi, ne rimanemmo affascinati. Quindi, si pensò di inserirle nel libro. Avrebbero dato più valore all'opera, coinvolgendo anche un’altra forma di espressione artistica, e aiutato il lettore a calarsi maggiormente in uno dei contesti dove è ambientato il libro.

OPERE E LAVORI SIMILI ESEGUITI DAI VARI ARTISTI ISCRITTI AL SERVIZIO "STESSA TECNICA/GENERE" .. .